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LIQUID STONE TRIO

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(Anteprima)

BIOGRAFIA

Il progetto nasce dall’esigenza di sperimentare nuove vie di espressione, per uscire dalle schematizzazioni che hanno portato la musica, ad irrigidirsi all’interno di gabbie.
La sperimentazione prevede l’utilizzo della percussione e della voce come materiale sonoro, rielaborato in tempo reale con live electronics e sintesi del suono.
Il live electronics viene considerato come terzo oggetto sonoro, in grado di rispondere e creare delle fondamenta nuove per la percezione delle ritmiche e degli incastri compositivi.
Questo terzo oggetto sonoro, da vitalità a spunti per la creazione di ambienti sempre nuovi con i quali interagire costantemente, in stretto rapporto con le sonorità’ vocali e ritmiche dei tamburi.
Il percorso compositivo e’ fortemente legato alle radici sociali e spirituali dell’universo, come un rituale che si snoda attraverso le varie “gabbie”, i diversi generi musicali, per liberarli dal loro vincolo di classificazione; ogni ritmo ha una sua radice semplice, non costruita dal calcolo umano.
La voce, invece, rappresenta la prima forma di musica che l’uomo ha conosciuto e che ha potuto utilizzare come uno strumento per la comunicazione con gli altri suoi simili. Nella comunicazione, inoltre, ha sviluppato delle gestualità e le ha modellate, trasformandole in movimenti e, poi, in danze.
La commistione tra voce, movimento, ritmo e rielaborazione randomica, da’ vita ad un nuovo metodo, legato al comportamento della natura e che comprende tutto ciò che è stato già creato, ma osservato da un’angolazione diversa.
Il suono, grazie all’utilizzo di più fonti acustiche disposte sui quattro lati della platea, verrà emanato per permettere l’ascolto di forme sonore in movimento. Il tutto per fare in modo che il pubblico venga circondato da una foresta sonora, in cui la percezione può cambiare e/o attivare stati di coscienza diversi.
La composizione delle diverse parti è costituita da macrostrutture che seguono equilibri interni, lasciati liberi di divenire “altro” spontaneamente; vengono presi in esame anche fattori come universo, pianeti, pianeta terra, uomo, spirito, coscienza. Il fine ultimo è quello di creare una connessione con “l’altro”, in modo da ricongiungerci in un solo pensiero, che ci porti a pensare ad un benessere collettivo, in unione con l’universo e con tutti gli elementi che lo costituiscono, come un’unica massa “sana”.

LINE UP:
Michele Uccheddu: percussioni

Caterina Gente: cantante, performer

Emanuele Balia: elettronica

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