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ALY KEITA & HAMID DRAKE DUO

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Aly@Huy5
1-10/09/16, Sant'Anna Arresi (CI), Piazza del Nuraghe - AI CONFINI TRA SARDEGNA E JAZZ 2016; 10/09/16 - "SUMMIT QUARTET", Ken Vandermark sax, Hamid Drake batteria, Mats Gustafsson sax, Luc Ex chitarra basso - Luciano Rossetti © Phocus Agency  - TUTTI I DIRITTI RISERVATI

(Produzione originale)

BIOGRAFIA

Aly Keita, suonatore di balafon della Costa d’Avorio nato a Abidjan nel 1969. Fin da piccolo, è stato iniziato allo studio di questo strumento che è l’antenato musicale dello xilofono e del marimba, dal padre, anch’egli a sua volta suonatore di balafon. In altre parole, nella famiglia Keïta il balafon è una cosa seria. Il balafon di Aly è prima di tutto un opera d’arte. In un certo senso, Aly può essere definito il “re” dell’accordatura: egli ha personalizzato le corde ed il corpo in legno del suo strumento aggiungendo zucche di risonanza di diverse dimensioni, il che rende il suono diverso da qualsiasi altro balafon sulla terra. Nelle sue composizioni, Aly parla della vita di tutti i giorni, di orfani e di madri, e della vergogna degli uomini. Il risultato musicale è quello di un virtuoso delle bacchette. Aly diventa parte del suo strumento, accarezzandolo con tenerezza, o colpendolo con forza a grande velocità. Lui è un mago, uno stregone che esprime gioia di vivere attraverso la sua arte. Aly Keita si costruisce da solo i suoi balafon e li suona ininterrottamente al fine di prolungare al massimo il meglio del suono che possano produrre. Al momento Aly vive in Germania, ha partecipato a una serie di progetti insieme a Omar Sosa, Rhoda Scott, H.Lüdemann, Cheick Tidiane Seck, Paco Séry, Karim Ziad, Trilok Gurtu & Jan Garbaret, Chander Sardjoe, L.Soubramania, Arto Tuncboyacyan, Etienne M’bappé, Linley Marthe, Mathew Garrison, Paolo Fresu, Joe Zawinul …. Con il suo impressionante talento, Aly crea spettacolari e suggestive polifonie africane sul suo strumento attraverso le migliaia di onde che è capace di creare con le sue magiche mani!

Vedere Aly Keita rappresenta una grande opportunità per scoprire cosa davvero significhi avere “passione per la musica”. Quando Aly parla o suona condivide il suo entusiasmo con le persone che lo circondano, attraverso il suo sguardo sognante. Sempre sorridente, egli comunica la sua gioia di vivere ed energia davvero a tutti. Questo Ivoriano ha molti motivi per sorridere: l’ultimo è il suo primo album da solista Akwaba Iniséné, uscito da appena qualche settimana e già presente nella Top 20 della European World Music Charts. Questo album rende omaggio sia al paese in cui è cresciuto, la Costa d’Avorio, che al suo paese di origine, il Mali. Il significato di “Akwaba Inisene” è il medesimo in Baule e Malinke ed è: Benvenuti in Africa. Appartenente ad una famiglia di musicisti, Aly Keita è cresciuto circondato da strumenti tradizionali come il djembe eil kora. Ma il suo strumento preferito è diventato il balafon, che ha costruito con le sue mani e suonato con i più grandi: Omar Sosa, Rhoda Scott, Etienne M’Bappé, Linley Marthe, Paolo Fresu, Paco Séry, Trilok Gurtu, Hans Lüdemann e JoeZawinul .

Tutti questi incontri hanno notevolmente influenzato la creazione di questo album, anche se Aly non ha mai dimenticato le sue radici: l’album include anche la prima canzone che suo padre gli insegnò a suonare sul balafon. “Oggi, scrivo liberamente secondo le mie emozioni vissute e condivise, secondo l’ispirazione del mio spirito, seguendo i miei sentimenti d’ amore, gioia, piacere ed energia”, spiega Aly, che con questo album ha raggiunto con successo e attraverso lo stile elegante che lo caratterizza, il perfetto equilibrio tra tradizione e modernità.

L’album “Amen” di Salif Keita è stato il primo acquistato da Aly, perciò non sorprende che il re del balafon abbia iniziato il suo progetto proprio da questo artista.  Aly Keita ha tanti sogni. Tra questi vi è il desiderio di far conoscere e apprezzare il balafon in tutto il mondo. Per realizzare questo sogno, ha collaborato con il percussionista, compositore e, naturalmente, altro suonatore di balafon, il tedesco Gert Kilian, nel quale ha trovato un partner ideale. Insieme, hanno creato il progetto “Aly Keita & Magic Balafon”, che li ha portati nella terra del padre di Aly, da Konsankuy al Mali, per la realizzazione di un DVD pubblicato in giugno che racconta e spiega il balafon. Non appena questo progetto è stato completato, Aly si è subito immerso in un altro: con l’intento di conquistare il pubblico Spagnolo insieme al sassofonista norvegese Jan Gabarek.

“Voglio che la mia musica che condivido col pubblico sia viva ed energica, piena di speranza e di amore, e che attraverso la stessa il pubblico possa condividere la nostra gioia”. Instancabile, Aly Keita continua il suo cammino verso perfezione e originalità per deliziare il pubblico che rispetta così tanto.

Hamid Drake: brillante, sensibile, infinitamente ritmico, intelligente, spirituale e potente batterista di Chicago. Nato a Monroe in Louisiana nel ‘55, la sua famiglia si trasferisce ad Evanston–Chicago qualche anno dopo, proprio mentre un altro musicista, faceva lo stesso tragitto, con la propria di famiglia: Fred Anderson. Hamid si è immerso fin da adolescente nell’ascolto R&B e funk, di tutto il Motown, Stax e Atco. Ha iniziato a suonare in rock and R&B bands, ancor giovanissimo, attirando l’attenzione di Fred Anderson col quale dal 1974 in poi si instaura una collaborazione professionale che diviene sempre più stabile. È lo stesso Fred Anderson che lo introduce presso Douglas Ewart, Gerge Lewis e gli altri componenti dell’AACM ( Chicago’s Association for the Advancement of Creative Musicians). Le sue influenze musicali più significative per quanto riguarda le percussioni risalgono a quel periodo, ovvero ad Ed Blackwell, Adam Rudolph, Philly Joe Jones, Max Roach, Jo Jones. Altro incontro fortunato è quello con Don Cherry da cui scaturirà un’altra avventura musicale duratura. Dopo aver conosciuto Don Cherry, Hamid ha viaggiato molto al suo seguito in Europa, occasione per dedicare più tempo all’esplorazione dell’infinito universo percussivo, condividendo profondamentecon Don Cherry il significato della spiritualità applicata alla musica e delle sue infinite possibilità di trasformazione ed evoluzione. Negli anni è stato inventivo supporto ritmico di lungimiranti artisti tra cui Borah Bergman e Peter Brotzmann, con il quale ha suonato in quartetto con William Parker e Toshinori Kondo, MArylin Crispell, Pierre Dørge, il pianista compositore norvegese Georg Gräwe, Herbie Hancock, Misha Mengelberg, Pharoah Sanders, Wayne Shorter, Malachi Thompson, David Murray, Archie Shepp, Bill Laswell, Gigi, Herbie Hancock, Nicole Mitchell, Michel Portal, M. Zerang con cui celebra dal 1991 il Solstizio d’Inverno, Kent Kessler e Ken Vandermark nel DKV trio. Negli ultimi anni nonostante i molteplici impegni di lavoro, dedica sempre più, parte della sua attività a progetti perso­nali quali Bindu, Indigo trio (con Nicole Mitchell ed Harrison Bankhead) e collabora con alcuni tra i più interessanti musicisti del panorama italiano (Pasquale Mirra, Antonello Salis, Paolo Angeli).

LINE UP:
Aly Keita: balafon
Hamid Drake: drums

SITO:
www.alykeita.org

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