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LONNIE HOLLEY TRIO

il festival jazz del sud-ovest sardo

LONNIE HOLLEY TRIO

Lonnie Holley è nato il 10 febbraio del 1950 a Birmingham, in Alabama. Sin dall’età di cinque anni, Holley ha svolto diversi lavori: faceva le pulizie in un cinema drive-in, il lavapiatti e il cuoco. Ha vissuto in una fabbrica di whisky, nella zona fieristica dello stato e in diverse case-famiglia. I suoi primi anni di vita furono davvero caotici e Holley non ha mai potuto godere di una vera e propria infanzia.

Sin dal 1979, Holley ha dedicato la sua vita allo studio della creatività e dell’improvvisazione. La sua arte e la sua musica, nate dalla lotta e dalle difficoltà, ma anche dalla sua grande curiosità, hanno rappresentato per lui, quasi delle necessità biologiche, che si sono manifestate nel disegno, la pittura, la scultura, la fotografia, la performance e la musica. Le sculture di Holley sono costruite con materiali che affondano le radici nella più antica tradizione della scultura afroamericana. Il risultato, intriso di questa metafora culturale e artistica, è una combinazione che dà vita a sculture narrative che commemorano luoghi, persone ed eventi. Le sue opere sono esposte nei più importanti musei del paese, in una mostra permanente alle Nazioni Unite, ed ha esposto anche al White Rose Garden. Nel gennaio del 2014, Holley ha partecipato alla one-month artist-in-residence con la Robert Rauschenberg Foundation a Captiva Island, in Florida, nel luogo in cui si trova lo studio dell’acclamato artista.

Holley non ha iniziato a creare ed eseguire musica in uno studio, ed il suo processo creativo non rispecchia quello del tipico musicista. La sua musica e i suoi testi sono improvvisati e si trasformano ed evolvono ad ogni evento, concerto o registrazione. Nel suo ambiente artistico Holley, costruiva e smontava le sue opere visive, riutilizzando i loro elementi per creare nuove opere. Ciò ha spesso portato al trasferimento di singole narrazioni dentro nuove opere che creano un’immagine composita e cumulativa che trova nuova profondità e scopo oltre al suo significato originale. Allo stesso modo, gli strati sonori della musica di Holley sono il risultato di decenni di evoluzione della sua sperimentazione.

La musica di Holley attirò l’attenzione di Matt Arnett, il cui padre a sua volta collezionava le opere d’arte di Holley sin dagli anni ’80. Nel 2006, proprio Matt ha curato le prime registrazioni professionali della musica di Holley. Nel 2010, Arnett ha organizzato una performance di Holley a casa sua. Una delle persone presenti è stato Lance Ledbetter, fondatrice e proprietaria dell’etichetta discografica Dust-to-Digital. Profondamente commosso dal piano e dal canto di Holley, Ledbetter ha messo sotto contratto Holley con la sua etichetta discografica. Poco dopo, Holley si è trovato nuovamente in studio, e nel 2010 e nel 2011 sono seguite altre sessioni in studio. Il risultato è stato l’album Just Before Music. Altre registrazioni continuano a essere fatte per celebrare e documentare uno dei musicisti più avvincenti d’America. All’inizio del 2014, Holley ha registrato nuovamente con Richard Swift, musicista e produttore nel suo studio, National Freedom, a Cottage Grove, nell’Oregon.

Oltre alle sessioni in studio, Holley ha iniziato a fare tournée come musicista. Nell’agosto e nel settembre del 2013, Holley ha girato la costa occidentale con Deerhunter. Quel tour fu seguito da un altro sulla costa orientale con Bill Callahan, e nel novembre e dicembre del 2013, Holley fece il suo primo tour in Europa occidentale (Spagna, Portogallo, Germania, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Inghilterra e Francia) . Holley è stato accompagnato sul palco e in studio da una miriade di musicisti, tra cui membri di Deerhunter, Black Lips, The War on Drugs, Animal Collective, Dirty Projectors, Bon Iver, Julia Holter, Megafaun, così come Ben Sollee, Steve Gunn, Jenny Hval, Marshall Ruffin, Daniel Lanois, Laraaji, Brian Blade, Alexis Taylor (Hot Chip), Bill Callahan, Dave Eggar, Laraaji, Kelly Pratt (Beirut / Arcade Fire / I palchi), Sam Amidon, Aaron Embry (Elliot Smith / Edward Sharpe and the Magnetic Zeros) e tanti altri. Nel 2013, i primi dischi di Holley sono comparsi nelle classifiche dei migliori dischi dell’anno, tra cui quella del The Washington Post (n. 4) e del The Chicago Sun Times (n. 2).

Nel 2014, Holley ha continuato a fare altre tournée, completando un altro tour in Europa (Belgio, Norvegia, Inghilterra, Danimarca, Paesi Bassi e Francia) e uno negli USA / Canada con Daniel Lanois. Sempre nel 2014, il Metropolitan Museum of Art ha annunciato di aver acquisito tre sculture dell’artista-musicista, grazie al contributo della Souls Grown Deep Foundation.

Holley ha suonato in numerosi spettacoli nel 2015, ed è stato protagonista di nuovo tour dedicato al pubblico europeo in Inghilterra, Germania, Svizzera, Belgio, Francia e Paesi Bassi. Questo tour è iniziato con uno spettacolo alla Queen Elizabeth Hall, nell’ambito del Meltdown Festival di David Byrne. Oltre a questo tour europeo, Holley si è esibito in spettacoli alla Brooklyn Academy of Music, all’Hammer Museum di LA, all’American Folk Art Museum, alla St. James Hall a Vancouver, alla Charleston Music Hall. Nel 2015, Holley ha registrato le musiche per il film Five Nights in Maine, presentato in anteprima al Toronto International Film Festival ed uscito nelle sale nell’estate del 2016. Una mostra della sua arte visiva ha aperto nell’estate del 2015, intitolata Something To Take My Place The Art of Lonnie Holley, all’Halsey Institute of Contemporary Art, accompagnata da una monografia con lo stesso titolo. Nell’inverno del 2015/16, organizzata da The Power, si è tenuta una mostra di sculture di Holley presso il John Hope Franklin Center della Duke University.

Lonnie Holley continua a fare arte, registrare musica e occasionalmente và ancora in tour, da solo o con altri collaboratori. Le canzoni e gli spettacoli non sono mai gli stessi, dato che Holley non esegue mai la stessa canzone due volte. Nell’estate del 2016, ha intrapreso un tour in tutto il sud-est degli Stati Uniti, questa volta con una band piena dei suoi più stretti collaboratori tra cui  Ben Sollee, Stevie Nistor, Kelly Pratt e Marshall Ruffin. Durante il tour, la band ha visitato artisti, siti d’arte e musei ed ha tenuto workshop per adulti e bambini lungo il cammino.

Alla fine del settembre 2016, la musica di Holley è stata campionata nell’acclamato terzo album (22, A Million) di Bon Iver. Nello stesso mese, Holley è stato l’artista visivo più in vista all’AfroPunk di Atlanta, dove sono state esposte le sue sculture di oggetti trovati.

Nel novembre del 2016, Holley ha intrapreso il suo quarto tour europeo, esibendosi in numerosi festival e clubs, culminando con due serate di “tutto esaurito” presso l’acclamato Café Oto a Londra. È tornato negli Stati Uniti per presenziare alla prima del cortometraggio sulla sua vita “The Man is the Music”, al Doc NYC di New York.

Holley ha chiuso il 2016 con il suo ultimo spettacolo dell’anno al Pioneer Works di Brooklyn, condividendo il palco con Bon Iver.

Anche il 2017 è stato un anno impegnativo per questo artista. A gennaio, una mostra sulla sua arte: “Lonnie Holley: I Snuck Off the Slave Ship”, ha aperto presso l’Atlanta Contemporary Art Center. A maggio, un’altra mostra intitolata Thumbs Up for the Mothership (uno spettacolo di due artisti con Dawn DeDeaux) ha debuttato al MASS MoCA, in coincidenza con l’apertura del nuovo Building 6. Il suo lavoro è stato anche presentato in due mostre al De Young Museum (Il museo delle Belle Arti di San Francisco) e tenuto due Personali presso la Galleria di James Fuentes, la sua galleria di New York.

Inoltre, ha realizzato stampe su blocchi di legno con Paulson Fontaine Press, collaborato a tre incisioni e realizzato una fanzine con l’artista Chris Johanson, ha inoltre suonato in numerosi concerti e trascorso molto tempo in studio di registrazione preparandosi per l’uscita del suo terzo album, in uscita nella primavera del 2018.

LINE UP:

Lonnie Holley: vocals

Dave Nelson: trombone

Marlon Patton: drums

SITO:
www.lonnieholley.com

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