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Hamid Drake with Alfio Antico & Alberto Balia

il festival jazz del sud-ovest sardo

Hamid Drake with Alfio Antico & Alberto Balia

HAMID DRAKE

Brillante, sensibile, infinitamente ritmico, intelligente spirituale e potente batterista di
Chicago. Nato a Monroe in Louisiana nel 55, la sua famiglia si trasferisce ad
Evanston – Chicago qualche anno dopo, proprio mentre un altro musicista, faceva lo
stesso tragitto, con la propria di famiglia: Fred Anderson.
Hamid si è immerso da adolescente nell’ascolto R & B e funk, di tutto il Motown,
Stax e Atco. Ha iniziato a suonare in rock and R&B bands, ancor giovanissimo,
attirando l’attenzione di Fred Anderson, Dal 1974 in poi la loro collaborazione
diviene sempre più stabile e continua tutt’oggi. E’ lo stesso A. che lo introduce presso
Douglas Ewart, Gerge Lewis e gli altri componenti dell’AACM (Chicago’s
Association for the Advancement of Creative Musicians).
Le sue influenze musicali più significative per quanto riguarda le percussioni
risalgono a quel periodo, ovvero ad Ed Blackwell, Adam Rudolph, Philly Joe Jones,
Max Roach, Jo Jones. Altro incontro fortunato è quello con Don Cherry da cui
scaturirà un’altra avventura musicale duratura che risale al 1978 e che continua fino
alla prematura scomparsa di Cherry nel 1995.
Dopo aver conosciuto Don Cherry, Hamid e il suo collega percussionista Adam
Rudolph hanno viaggiato molto al suo seguito in Europa, occasione per dedicare più
tempo all’esplorazione dell’infinito universo percussivo, condividendo con D.Cherry,
profondamente, il significato della spiritualità applicata alla musica e delle sue
infinite possibilità di trasformazione ed evoluzione.
Il bisogno continuo di Hamid di sperimentare le varie espressioni ritmiche dalle
radici della musica lo porta all’esperienza alla fine degli anni 70 del collettivo Foday
Muso Suso’s Mandingo Griot Society, una mistura di tradizione African music e
narrativa, con fusione di elementi jazz, funk, and blues con cui ha registrato fin
dall’album di esordio, approfondendo nel contempo l’universo reggae con band come
l’ Itals e la Heptone.
Negli anni è stato inventivo supporto ritmico di lungimiranti artisti tra cui Borah
Bergman e Peter Brotzmann, con il quale ha suonato in quartetto con William Parker
e Toshinori Kondo, Marylin Crispell, Pierre Dørge, il pianista compositore norvegese
Georg Gräwe, Herbie Hancock , Misha Mengelberg , Pharoah Sanders , Wayne
Shorter, Malachi Thompson, David Murray, Archie Shepp, Nicole Mitchell, M.
Zerang con cui celebra dal 1991 il Solstizio d’Inverno, Kent Kessler e Ken
Vandermark nel DKV trio.
Negli ultimi anni nonostante i molteplici impegni di lavoro, dedica sempre più, parte
della sua attività a progetti personali quali Bindu, Indigo trio (con Nicole Mitchell ed
Harrison Bankhead) il trio con Antonello Salis e Paolo Angeli, i duo con Lafayette
Gilchrist e con il talentuoso vibrafonista italiano Pasquale Mirra e occasionalmente
con altri esponenti del panorama musicale europeo.

ALFIO ANTICO

Alfio ha vissuto fino all’età di 18 anni facendo il pastore fra le montagne
dell’entroterra siracusano e respirando, in una vita non certo priva di durezze, le
favole, le storie, i miti della cultura contadina.
I suoni delle 600 campane del suo gregge; la nonna che con il proprio magico
tamburello scacciava – lui bambino – i mostri della solitudine e della paura; le prime
esperienze musicali nelle strade delle grandi città fino all’incontro con i più famosi
musicisti e uomini di teatro della grande tradizione italiana fanno di Alfio Antico un
artista che ha raggiunto la piena
maturità.
Alfio ha oltre settanta tamburi, tutti fabbricati da sé e meravigliosamente intarsiati
con immagini di divinità agresti, segni antichi che racchiudono una saggezza eterna.
Attraverso il ritmo ed il canto, Alfio Antico scolpisce le mille figure del tempo. “Io
sono il tamburo” , sussurra in perfetta simbiosi col suo strumento, volendo significare
una mistica
unità fra la viva pelle della sua mano e quella morta e antica che, fissata ad un
setaccio da grano, torna a nuova vita cantandoci storie d’amore e poesia.
Il personaggio va compreso a partire dal suo percorso, che comincia su sperdute e
assolate colline siciliane; terra di duri contrasti, di bene e di male, d’emozioni e
sentimenti che lasciano il segno, come tutte le terre di confine. Poi la fuga nel
continente, a Firenze, allora certamente il più accogliente e meraviglioso contenitore
da riempire di suoni, e qui la
sorpresa. A Firenze vivono molti studenti e lavoratori salentini, sardi, calabresi,
siciliani: per tutti la sirena si materializza sulla scalinata dei Lanzi, in piazza della
Signoria.
Quest’ambiente povero di soldi, ma ricco di stimoli, è stato il ventre fertile della
rinascita di Alfio Antico; poi i contatti e le collaborazioni con grandi artisti della
musica e del teatro (Eugenio Bennato, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Giorgio

Albertazzi, Amedeo Amodio, Vinicio Capossela, Carmen Consoli) fanno di lui
l’artista eclettico di oggi: musica, presenza,
gestualità; maestria e virtuosismo eccelsi.
Nelle sue mani, il tamburo esprime sonorità impensabili, che ci fanno comprendere le
risorse infinite di questo pur semplice strumento. Alfio vi aggiunge la sua vena
poetica, espressa nella lingua che meglio conosce, il siciliano; la sua teatralità
naturale è dirompente.
Nel campo musicale Alfio ha intrapreso moltissime collaborazioni, tra cui quelle con
Musicanova, Edoardo Bennato, Vincenzo Spampinato, Lucio Dalla, Fabrizio De
Andrè, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, Peppe Barra, Renzo Arbore, Roy Paci, I
Lautari, Gianni Perilli, Piero Ricci e la Nuova Compagnia di Canto Popolare.
L’artista siciliano inoltre nel corso degli anni ha dato il proprio contributo al mondo
del teatro prendendo parte ai seguenti progetti: Maurizio Scaparro e Pino Micol (Vita
di Galileo, 1988); Giorgio Albertazzi (Memorie di Adriano, 1988 e 1994); Massimo
Ranieri (Pulcinella, 1994); Ottavia Piccolo e Renato De Carmine (Dodicesima Notte
1991, regia di Jerome Savary); Roberto De Simone (Le Tarantelle del Rimorso, 1992
e Agamennone, 1994, al
Teatro Greco di Siracusa).
Alfio ha poi partecipato ad alcuni progetti nel campo della danza con Amedeo
Amodio (Cabiria – 1994, Teatro Romano di Verona), George Iancu (Mazzafionda,
Festival dei Due Mondi di Spoleto – Aura) e Vittoria Ottolenghi (Maratona
Internazionale di Danza).
Nel 2006 Alfio Antico inizia a collaborare con l’etichetta discografica indipendente
Due Parole- Narciso Records di Carmen Consoli: è l’inizio di un nuovo periodo
fecondo per l’artista che s’inserisce nel “laboratorio culturale”, tipico dell’ambiente
dell’etichetta.
Vari sono i progetti intrapresi durante questi anni.
Alfio Antico ha infatti suonato il suo tamburo in numerosi progetti discografici quali
“ Il ballo di San Vito” (1996) di Capossela, “ Anima Antica” (2004) de I Lautari e
“Elettra” (2009) di Carmen Consoli.
Ma è soprattutto nelle esibizioni dal vivo che Alfio riesce ad esprimere la propria
energia artistica: nel 2007 è tra i protagonisti del progetto Musica Antica del nuovo
Millennio che fa tappa a Roma, Milano e Catania, insieme a Carmen Consoli, I
Lautari e Rita Botto.
L’anno successivo, il 2008, è colmo di importanti esperienze live: prima fra tutte
L’omaggio a Rosa Balistreri , grande evento di chiusura dell’Etnafest organizzato da
Carmen Consoli con la partecipazione di dodici donne della musica italiana (tra cui
Vanoni, Turci, Rei, Giorgia, Nada); sul finire dell’anno Alfio porta in scena lo
spettacolo Semu suli semu tuttu
che ha riscosso un grande successo sia in Sicilia che nella data romana presso
l’Auditorium Parco della Musica.
Il 2009 si apre con la partecipazione di Alfio Antico al X Festival della Canzone
Siciliana , in onda su Antenna Sicilia, con il brano “Tutti li cosi vannu a lu pinninu” e

prosegue con la presenza sul palco alla data catanese del Solo Show di Vinicio
Capossela in cui Alfio interpreta “Il ballo di San Vito”.
A novembre nella Cattedrale di Aosta si celebra con un concerto il nono centenario
della morte di Anselmo d’Aosta: Alfio è presente con i suoi ritmi pastorali per una
suite di cinquanta minuti insieme ai violoncelli di Giovanni Sollima e Monika
Leskovar.
Sempre nello stesso mese Alfio è coinvolto nell’esecuzione delle musiche del
progetto Instrument 3: cage sculpture – L’insostenibile pesantezza dell’essere messo
in scena dalla Compagnia Zappalà Danza: uno spettacolo in cui i suoni del tamburo si
sposano con il mondo della danza.
L’anno si conclude con un evento unico e caratteristico, il Leso Show, un concerto,
letteralmente folle che vede lo stesso Alfio e il giovane cantautore catanese Fabio
Abate sullo stesso palco della Sala Lomax di Catania: due generi/generazioni cosi
lontani e diversi s’incontrano e fondono la loro energia creativa. Ne scaturisce
un’inusuale e folle
simbiosi tra i due universi musicali.
Nel gennaio 2010 Alfio propone l’anteprima del prossimo spettacolo teatrale, Jurnata,
descritto dallo stesso artista con queste parole: «Il tamburo è la voce del mondo, il
ritmo della nascita e della morte, della festa e del lavoro: attraverso l’unione di un
setaccio per il grano e la pelle di un animale morto si celebra ancora una volta il
miracolo della
comunicazione tra il visibile e l’invisibile».
Il primo maggio Alfio partecipa al concertone di Piazza San Giovanni a Roma con il
calabrese Peppe Voltarelli, Puccio Castrogiovanni de I Lautari e Ramon della
Bandabardò.
Parallelamente all’attività in studio Alfio si dedica anche ai concerti live prendendo
parte al tour acustico estivo di Carmen Consoli in occasione di alcune date evento:
all’Auditorium Parco della Musica di Roma, alla Villa Reale di Monza, al Teatro
Antico di Taormina, ad Ancona e nel suggestivo spettacolo della Sila, a Lorica.
Nel corso dell’estate Alfio Antico partecipa alla rassegna Il Folk dipinto di blu
dedicata a Domenico Modugno, al festival di Montemurro Tarantellarte e
all’omaggio a Rosa Balistreri a Catania, insieme a I Lautari, Rita Botto e ad altri
artisti.
Durante la stagione invernale del 2010 entra in studio di registrazione per incidere le
tracce di Guten Morgen , il nuovo album uscito per la Narciso Records il 29 Marzo
2011.
L’album è stato finalista per la Targa Tenco 2011, per la sezione dialettale.
Nel 2012 riceve il premio “Ignazio Buttita”.
Nel 2013 partecipa come ospite speciale al concerto della “Notte della taranta ”
insieme all’ orchestra diretta da Giovanni Sollima: in quest’occasione Alfio Antico
sarà l’unico ospite ad eseguire un proprio brano; nello stesso periodo riceve il premio
alla carriera al Premio
nazionale per la musica tradizionale della città di Loano.
Nel 2016 intraprende un nuovo progetto musicale sperimentale denominato

semplicemente “Antico” prodotto artisticamente da Lorenzo Urciullo (in arte
Colapesce) e da Mario Conte.
Nel 2019 inizia le registrazioni del nuovo album, “Trema La Terra”, prodotto da
Cesare Basile, con la collaborazione di Gino Robair (Tom Waits, John Zorn) e Mattia
Antico. Il disco è pubblicato da Ala Bianca / Warner, in vinile, CD e digitale.

ALBERTO BALIA

Chitarrista, compositore, ricercatore di musica popolare, architetto. Il suo stile
strumentale e compositivo assolutamente originale, rivela una passione melodica che
trae ispirazione e vitalità da suoni e ritmi ambientali e naturali che sono all’origine
dell’ etnofonia sarda e del suo divenire forma musicale organizzata. Attraverso
l’improvvisazione, filo conduttore del suo lavoro di ricerca, convergono e fluiscono
armoniosamente gli stili di ispirazione jazz-blues della chitarra moderna, le ”
trasposizioni ” del repertorio delle launeddas, le tecniche più tradizionali della
chitarra sarda. Usa accordature standard e accordature aperte derivate
dall’accordatura tradizionale della chitarra sarda. Nasce a Santadi e si avvicina alla
musica all’età di dieci anni, entrando a far parte della banda musicale del paese,
suonando il clarinetto, strumento che eredita dal padre. Quasi contemporaneamente,
influenzato dallo sconvolgimento musicale che avveniva alla fine degli anni ’60,
comincia a suonare la chitarra nei gruppi di musica musica pop e soul che si

formavano in quegli anni. A Firenze, matura un profondo contatto con la musica
etnica e, attraverso la conoscenza con la cantante Caterina Bueno, con lo spettacolo
“Il trenino della leggera”, inizia la propria attività professionale come chitarrista
accompagnandola in numerosi spettacoli in Italia e all’estero. La ricerca sulla musica
della sua regione confluisce nello spettacolo “Ed ora il ballo” (1977) da cui inizia
l’attività come solista. Nel 1980 inizia la collaborazione con Enrico Frongia e
separatamente, con Riccardo Tesi, con il quale, assieme a Daniele Craighead ,
formerà il nucleo costitutivo di Ritmia, una delle formazioni più innovative nel
panorama italiano ed europeo nella rielaborazione della musica popolare,
partecipando alle più importanti rassegne del settore in tutta Europa e in Canada
Parallelamente è impegnato in progetti jazzistici in tournée con Lester Bowie nella
tournée australiana e Don Cherry in quella italiana. Tutti i suoi progetti sono tesi ad
esaltare il ruolo della chitarra nel recupero innovativo del patrimonio musicale sardo.
Nasce Nurages quartetto di etno-swing con l’obiettivo di creare una sintesi tra musica
popolare sarda, italiana e la musica jazz di Django Reinhardt E “Argia, fondato con
Enrico Frongia e in seguito trasformata in trio con la partecipazione di Riccardo Lai,
viene anche sperimentata in versione elettroacustica durante Baxiu e Contra 2002. Il
gruppo effettua una ricerca accurata, sulle sonorità musicali e canore presenti in
Sardegna, elaborando delle composizioni originali, moderne, ricche e impregnate di
tutta la ricchezza musicale, che l’Isola di Sardegna possiede.

Line up:

Hamid Drake – Drum

Alfio Antico – voce,tamburi

Alberto Balia – Chitarra

Sito:

http://www.alfioantico.it

Video

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