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CHI SIAMO

il festival jazz del sud-ovest sardo

Associazione Culturale Punta Giara

Le origini

Ai confini tra Sardegna e Jazz nasce nel 1986 per il volere di un gruppo di appassionati capitanati da Basilio Sulis. In principio il festival nasce come una manifestazione di sei giorni con uno o due concerti a serata. Tutte le edizioni si sono svolte nella stagione estiva nel periodo tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre tranne qualche occasione in cui l’attività concertistica si è protratta nei mesi invernali. L’attività è composta da concerti, seminari, mostre, convegni e concorsi musicali nazionali

Seminari di Marcello Melis

Dal 1997 e di consuetudine, durante il periodo di svolgimento del festival, presso le scuole medie del paese, si tengono i Seminari Internazionali “Marcello Melis” dedicati alla memoria del contrabbassista sardo Marcello Melis, vero e proprio simbolo del jazz isolano, prematuramente scomparso nel 1994. I corsi sono tenuti da un corpo docente qualificato, composto da musicisti italiani e stranieri presenti al festival ma anche da docenti provenienti dal Columbia College di Chicago.

Giunti alla loro dodicesima edizione, i seminari hanno contribuito in questi anni a far emergere artisti come Silvia Bolognesi, Andrea Massaria, Paolo Angeli e Piero Bittolo Bon.

Le mostre

Un’altra attività collaterale parallela al festival è quella intitolata Racconto per Immagini, un workshop dedicato ai fotografi, che hanno l’opportunità di seguire lezioni tenute da fotografi che fanno parte delle più importanti agenzie di fotografia, come la Magnum, la Phocus e la Mefistò. Le lezioni vengono tenute da un corpo docente formato da Luciano Rossetti e Luca D’Agostino, fondatori della Agenzia Phocus. Da non dimenticare inoltre le pubblicazioni prodotte dall’Associazione Culturale Punta Giara, come Tender Warrior: L’eredità di Eric Dolphy prodotto nel 2004 per commemorare il quarantesimo anniversario della scomparsa del polistrumentista americano. Ma anche The Art of Miles Davis, volume dedicato al talento meno noto del trombettista di Alton: la pittura. Menzione particolare merita il manuale di Launeddas di Carlo Mariani, un compendio tecnico-teorico sullo studio dello strumento sardo, destinato agli studenti delle scuole medie inferiori.

“A Eric Dolphy è dedicato, quest’anno, anche il Concorso “Marcello Melis”: il bando di partecipazione prevede infatti l’impegnativa, quanto stimolante, interpretazione di due brani – The Prophet e Fire Waltz – contenuti in nelle session al Five Spot. Si darà vita inoltre al convegno sull’arte e la personalità del musicista, «“Tender Warrior”: l’eredità musicale di Eric Dolphy a 40 anni dalla morte». Vi prenderanno parte musicisti, studiosi, giornalisti e organizzatori provenienti da tutto il mondo. Il musicista, giornalista e scrittore americano Mike Zwerin ha collaborato con Dolphy nell’ambito dell’Orchestra USA, una pionieristica iniziativa che presentava concerti di musica contemporanea e di jazz; l’intervento di Zwerin sarà centrato su questa esperienza diretta di lavoro comune. Alan Saul gestisce il sito web più ricco e documentato su Dolphy, e riassumerà le conoscenze sulle registrazioni audio e video della sua musica, presentando anche filmati rari o inediti; Graham Connah, pianista californiano che si è in particolare dedicato alla musica di Dolphy presentandola in concerto con il suo gruppo, esaminerà analiticamente l’importanza delle sue composizioni; Gérard Rouy, giornalista e fotografo francese, ha appositamente raccolto una serie di testimonianze di musicisti di jazz contemporanei sull’impatto che ha su di loro avuto la musica di Dolphy; Paul Karting, l’organizzatore della tournée olandese del 1964 durante la quale Dolphy incise “Last Date” presenterà informazioni complete su quel periodo, e al convegno interverranno anche Misha Mengelberg e Han Bennink, che con Dolphy suonarono in quiell’occasione. Infine il giornalista italiano Claudio Sessa, che ha dedicato specifica attenzione a Dolphy in una serie di articoli su Musica Jazz, dedicherà il suo intervento all’influenza di Dolphy sulle avanguardie della musica afroamericana, da Albert Ayler ai musicisti dell’AACM. L’incontro sarà concluso da una tavola rotonda di sintesi tra tutti gli i relatori coordinata da Francesco Martinelli, cui il Festival ha affidato la realizzazione dell’iniziativa”.